Tre libri che hanno cambiato la mia vita
Biglietti di sola andata verso altre prospettive
Questo titolo è usato e abusato ma voglio essere sincero: dopo aver chiuso l'ultima pagina di questi libri, non ho più visto le cose nello stesso modo. Vi darò una descrizione molto schietta del perché li abbia apprezzati, il titolo vero è messo a fine paragrafo. Sono dei testi accessibili a tutti, forse un po' lunghi ma la prosa è molto semplice, per questo voglio consigliarveli.
Libro 1: Spiega il perché siamo tutti stupidi. Anche tu sei stupido.
Ognuno di noi si crede un essere razionale, capace e intelligente, forse anche il più intelligente, sicuramente più intelligente degli altri. Ognuno di noi crede di avere un quadro completo della situazione che lo circonda. Per "situazione" non intendo massimi sistemi sul funzionamento della Terra, anche andare al supermercato è una "situazione".
Ebbene, in realtà non lo siamo affatto, perché siamo accecati da noi stessi: quello che vediamo è una parte del mondo. Non mi riferisco né a spiritismi vari, né a Freud, molto più semplice.
Il cervello ha due "sistemi" di funzionamento, intendiamole come due modalità, due marce dell’automobile. Il "Sistema 1" dà risposte immediate e più veloci, è utilizzato per la maggior parte del tempo perché è a basso costo energetico. Il "Sistema 2", invece, è quello che dà risposte più ponderate, razionali. Se vi mostro un volto arrabbiato, ne cogliete l’emozione immediatamente: questa è una risposta del Sistema 1.
Ma se vi chiedo invece "Come si colloca la lingua Hindi nella classifica delle lingue più parlate al mondo?", iniziate a pensare che l'India ha una popolazione molto grande, al pari della Cina, quindi probabilmente prima viene la Cina e poi l'India; mentre l'inglese potrebbe essere al quarto posto perché è utilizzato molto ma alla fine si parla solo in pochi paesi come madre lingua... Insomma, la domanda non è di immediata risposta; si attiva allora il "Sistema 2", più razionale ma anche più dispendioso per la mente.
Il problema è che noi siamo ESTREMAMENTE pigri, per cui il Sistema 2 non si attiva il più delle volte. E’ un retaggio del passato: se i nostri antenati vedevano un leone nascosto tra cespugli, non pensavano al fatto che a causa della prospettiva e della posizione della luce magari si trattava di un’altra pianta: “Leone —> SCAPPA”. Il Sistema 1 è più soggetto a pregiudizi (pre-giudica, giudica in anticipo; in inglese, “bias”), per cui il più delle volte spara cavolate.
Non solo, il Sistema 2 (quello "intelligente") lavora prevalentemente sui dati raccolti dal Sistema 1. Riprendendo l’esempio delle lingue più parlate al mondo, probabilmente avete studiato l'inglese e lo conoscete bene, da cui l'inserimento della lingua nel vostro pensiero; in realtà, non è nemmeno in cima alla classifica, per numero di persone madrelingua l'inglese è al terzo posto dopo Cinese e Spagnolo.
Al quarto posto c'è finalmente l'Hindi.
Il Sistema 1 "spazzola" la realtà e le vostre conoscenze (incomplete e imperfette) e fornisce informazioni al Sistema 2. Il Sistema 2 è quello “intelligente” ma ragiona sui dati del Sistema 1; quindi, è un genio che lavora su una Wikipedia con scritto sopra e imprecisioni. Così nascono i bias cognitivi.
Il libro in questione che spiega queste “meccaniche” della mente è “Pensieri lenti e veloci”, psicologo e premio Nobel per l’Economia per i suoi studi sull’economia comportamentale. Recentemente altri studi hanno rivisto la sua divisione tra Sistema 1 e Sistema 2, la lettura comunque rimane molto interessante.
Libro 2: mors tua, vita nostra
In questo momento, miliardi di cellule della mia mano si muovono per tamburellare su dei tasti del computer e scrivere questo articolo. Il più semplice dei gesti nasconde una coordinazione di miliardi di entità, secondo una stima recente un uomo adulto ha 30.000.000.000.000 di cellule. Il libro non parla di biologia ma di sistemi di singole entità e di come il sistema si rinforza o si potenzia con la morte del singolo.
Ad esempio, se entra nel mio corpo un virus, alcune delle mie cellule moriranno. Il sistema immunitario si attiva in diversi modi per contrastare la replicazione del virus, per esempio alza la temperatura del corpo (da cui la febbre). Nel frattempo, altre cellule bersagliate moriranno. Alla fine dei conti, si trova il modo e l’anticorpo per uccidere il virus (si spera). In questo scontro biologico, alcune cellule sono morte, altre sono in vita e il sistema immunitario ha imparato a difendersi da quella minaccia per il futuro. Il singolo è perito (eroicamente e non eroicamente), mentre il sistema si è arricchito.
Buona parte delle nostre attività sono auto-organizzate così. In un sistema economico competitivo, dove tante aziende lottano tra loro, l’azienda più innovativa vince sulle altre. In una città che presenta quattro pizzerie, dove il tempo d’attesa medio prima di mangiare è di 40 minuti, una quinta pizzeria con un tempo d’attesa di 10 minuti sbaraglia la concorrenza, è migliore. Il vantaggio competitivo nasce dall’introduzione di un’innovazione tecnologica o di un’innovazione di processo, chi non innova o non si adatta va fuori mercato. L’Italia è uno dei paesi dove internet mobile costa di meno in Europa perché sono molto popolari degli operatori low cost che hanno abbattuto i prezzi (Iliad, Very, ecc…). Alla fine della fiera, la singola pizzeria fallisce, il singolo muore, ma il sistema si arricchisce perché vede sempre più innovazioni al suo interno, continui miglioramenti, pizze consegnate al tavolo prima. Chiaramente sto semplificando, il concetto regge solo se c’è concorrenza reale, niente raccomandazioni e mafia di mezzo, ma il concetto è questo.
Mors tua, vita nostra. Il libro in questione è “Antifragile” di Nassim Nicholas Taleb. L’autore ha un percorso di vita tutt’altro che lineare: frequenta le migliori università americane di economia, fa una carriera brillante come broker a Wall Street, infine fugge via inorridito dal mondo della finanza perché disgustato, rifugiandosi in accademia. Introduce dunque il concetto di “antifragilità” in vari scritti (per esempio, ne parla già ne “Il Cigno Nero”, ma ancora non l’ho letto, dunque non so parlarvene).
Normalmente vediamo i sistemi come fragili o robusti. Un sistema fragile si rompe se colpito; un sistema robusto resiste. I sistemi antifragili vedono invece la morte (o un danneggiamento) del singolo e la sopravvivenza (e il miglioramento) del sistema stesso. Questo principio biologico è trasportato sia in campo economico, sia di vita quotidiana. Per esempio l’autore racconta di frequentare un corso di sollevamento pietre (avete letto bene, sollevamento pietre), molto più salutare e naturale del sollevamento pesi. In alcune parti è un po’ esagerato a mio avviso, il tono però molto pungente è godibile, senza dubbio una lettura che ha cambiato il modo con cui vedo le cose.
Libro 3: come un Paese sconfigge un altro
Questo è il libro che ha cambiato di più sinora la mia idea sulla politica internazionale. L’ho letto al tempo dello scoppio della guerra in Ucraina, ha influenzato notevolmente le mie idee in tema energetico. Il concetto di fondo è il seguente: perché un paese o un popolo nella storia prevale su un altro? Quali sono le considerazioni oggettive? La risposta si cela dietro tre elementi, che costituiscono anche il titolo del libro (scusatemi se ve lo dico ora e annullo il piacere dell’attesa): “Armi, Acciaio, Malattie” di Diamond. Partiamo dall’ultimo.
Pizarro sbarca nel XVI secolo in America con 168 soldati, l’impero Inca conta decine di migliaia soldati (circa 80.000, nella battaglia di Cajamarca). E’ vero che gli spagnoli hanno dalla loro parte la polvere a sparo, la spocchia tipica dell’europeo colonizzatore e un desiderio di oro mai visto prima; tuttavia, mille persone contro un milione non reggono. O hai ottantamila proiettili e tutti i colpi vanno a segno (non li avevano), oppure a un certo punto vieni fermato anche a mani nude. Altro che Spartani alle Termopili. Eppure, riescono a conquistare l’impero e a deporre l’imperatore. Dalla loro parte hanno avuto virus e batteri di malattie comunissime in Europa ma che hanno fatto strage per il sistema immunitario non abituato a loro degli Americani. Le stime moderne parlano del 95% degli Americani sterminati negli anni a seguire, sono numeri imprecisi per carenza di fonti dettagliate ma si parla tra le 10 e le 100 milioni di vittime. Per confronto, la peste nera del 1300 uccide circa 25 milioni europei secondo le stime. Di fatto, anche in un confronto pistola contro clava di pietra (perché gli Americani non avevano sviluppato una metallurgia avanzata, usavano come armi pietre taglienti e ossidiana), la migliore arma che possiedi è lo starnuto. Questo è un pattern che si è ripetuto anche altre volte nella storia, per esempio, secondo una fonte tardomedievale narra che durante l’assedio di Caffa nel 1346 il comandante mongolo Ganī Bek fece gettare i cadaveri infetti dalla peste oltre le mura della città, per indebolire l’esercito nemico (e innescando la diffusione della peste nera in Europa).
I germi, dunque, possono essere decisivi nella supremazia tra popoli.
Passiamo a un altro elemento, le armi. Abbiamo già detto archibugio contro clava di ossidiana. Celebre è la storia sulle mura di Costantinopoli: hanno resistito per centinaia di anni a qualsiasi assalto di arieti, catapulte, scale, lance e altro. La prima cosa che un potente medievale costruisce per difendersi è proprio il Castello. Serve un’altra tecnologia per espugnarli: i cannoni.
POW. BOOM. SBEM. Pietra distrutta. Di fatto, dopo l’avvento della polvere da sparo, in Europa sono stati costruiti sempre meno castelli. Mi ricordo al liceo il passo in cui Orlando di Ariosto critica l’archibugio (maledetto e abominoso ordigno) perché consente al più pusillanime dei combattenti di uccidere a distanza un prode cavaliere, senza un combattimento vis-a-vis, determinando forse anche la fine del concetto di onore cavalleresco. Sic gloria transit mundi. Più recentemente, se avete visto il film “Oppenheimer”, si parla di come sia tedeschi che americani corrono a sviluppare per primi l’ordino nucleare.
Arrivo al terzo elemento, l’acciaio. Per acciaio si intende più in generale la tecnologia. Questo è il punto su cui la mia idea di politica internazionale è cambiata dal 2022, quando lessi il libro. Infatti una tecnologia avanzata consente di superare gli altri. Il commercialista che usa Excel batte il commercialista che fa tutti i conti a mano, c’è poco da discutere. Non è un caso che Stati Uniti e Cina stiano investendo tantissimo nella corsa sull’Intelligenza Artificiale (sono tra quelli che pensa che stia cambiando il mondo, spiace per chi crede che sia una cosa passeggera). In particolare, nel 2022 i rincari sull’energia portarono un aumento dei prezzi del gas in Europa e l’incubo dell’inflazione, poi contenuta dalle misure adottate dalla Banca Centrale Europea.
Alla fine tutto dipende dall’energia: se aumenta il prezzo del gas, aumenta il costo del pane perché il panettiere spende di più per accendere i forni; aumenta il costo dell’elettricità, dato che almeno in Italia facciamo un grande uso di gas per produrla; aumenta il costo di produzione di alcuni settori industriali. Soprattutto, ricordo che ai tempi mi faceva rabbia sapere che l’Italia e l’Europa non fossero energeticamente indipendenti, che la nostra economia si fondasse di fatto in maniera preponderante su un fornitore esterno.
Forse questa era una mia esagerazione o una lettura sbagliata dei dati, non sono un’economista. In quest’ottica si inseriva il “Green New Deal”, che a mio avviso di “Green” aveva il nome e basta, l’obiettivo era aumentare l’indipendenza energetica europea investendo in nuove tecnologie (idrogeno, rinnovabili, elettrico, fusione nucleare). Eravamo (e siamo) degli affittuari alla mercé di proprietari di casa strozzini che cambiano il prezzo dell’affitto ogni mese a loro piacimento. Ditemi se non è un buon proposito, quello di essere liberi e indipendenti. E sempre nell’ottica di avanzamento tecnologico, si inserisce più recentemente il famoso “Rapporto Draghi” del 2024. Su questo documento chiunque ha detto qualsiasi cosa senza leggerlo, credendo che parlasse solo di competitività economica: tutt’altro. Riporto una parte dell’introduzione (“Foreword”) a pagina 5 (segno che chi ne ha parlato, non l’ha mai letto):
I valori fondamentali dell’Europa sono prosperità, uguaglianza, libertà, pace e democrazia in un ambiente sostenibile. L’Unione Europea esiste per assicurare che gli Europei possano godere di questi diritti fondamentali. Se l’Europa non può garantire questo al suo popolo - o deve negoziarlo con altri -, perde la sua ragione di esistere. L’unica strada per superare questa sfida è crescere e diventare più produttivi, preservando i nostri valori di equità e inclusione sociale. E l’unica strada per diventare più produttivi per l’Europa è di cambiare radicalmente.
Traduzione mia, qui il documento originale. Triste vedere che in Italia sia stato recepito solo il crescere e diventare più produttivi, trascurando la parte sui valori europei, che sono invece la parte fondativa del documento.
Mi perdonerete la digressione ma tenevo a condividervi il mio punto di vista quando lessi “Armi, acciaio e malattie” di Diamond. Se vogliamo essere indipendenti come Italia e come Europa, dovremmo pensare più nel lungo termine e investire di conseguenza.
In conclusione
Questa lista di libri poteva essere molto più lunga, magari è un argomento su cui tornerò in futuro. Condividete qui sotto le letture che hanno cambiato le vostre prospettive, saranno utili a me e ai 25 lettori di questo blog.
Per approfondire sul concetto di conseguenze della tecnologia sul quotidiano, vi rimando al primissimo articolo pubblicato in questo blog:






