"Funziona come lo SPID", storia di una piccola rivoluzione in Italia
Prospettive positive sulla digitalizzazione
La storia di oggi parte da un volantino che mi hanno dato allo stand dell’anagrafe del Salone del Libro a Torino. Da tempo dovevo rinnovare la carta di identità perché avevo quella cartacea, che scade per tutti al 3 Agosto 2026, come forse sapete. Dovevo prenotare un appuntamento per rinnovarla, solo che sia per colpa della gran richiesta, sia del valore affettivo legato a quel documento cartaceo (aveva la fototessera con tutti i capelli e l’indirizzo della casa a Palermo dove sono nato e cresciuto, vorrei vedere voi se non foste emotivi), non riuscivo mai a prenotare un appuntamento. Il Comune di Torino aveva allestito uno stand al Salone dove poterla rinnovare in loco, con delle code tutto sommato accettabili (io ho aspettato solo 40 minuti e nel frattempo ho visitato il resto del Salone). Dopo aver fatto la pratica, un’impiegata mi ha dato un volantino per attivare la versione digitale della nuova carta di identità. La carta è arrivata comodamente con una raccomandata, oggi stavo sistemando cose a casa, ho ritrovato il volantino e sono stato colpito dal messaggio pubblicitario nella prima pagina:
Si sa, in prima pagina di un qualsiasi volantino si mette qualcosa che attira l’attenzione, è la base del marketing. Accade così anche con i titoli dei libri moderni. Se volete approfondire, vi lascio un video che avevo registrato sul tema (il metodo “100-10-1”) l’anno scorso a fine articolo. In ogni caso, mi sono chiesto: per quale cavolo di motivo un grafico dovrebbe mettere “Funziona come lo SPID” come messaggio principale?
Io ho attivato lo SPID 5 anni fa ormai, con una procedura online che ricordo abbastanza farraginosa. Era tra le prime volte in cui mi era richiesto di impostare l’autenticazione a due fattori, con il messaggino che arriva al cellulare, e puntualmente dimentico la password. Mentre tenevo in mano il volantino, ho realizzato due cose:
lo SPID funziona;
tutti hanno lo SPID.
Lo SPID funziona
In questi 5 anni ho usato lo SPID per varie attività: leggere referti online, attivazione delle firme elettroniche, rapporti dell’Agenzia delle Entrate, connessione al wi-fi del sistema bibliotecario torinese, ecc… A parte l’imbarazzo di dover ricordarmi la password ogni volta, lo SPID effettivamente non mi ha mai dato problemi (semmai il problema era mio, perché dimenticavo la password). Ho avuto accesso a un sacco di portali in maniera veloce; di fatto, avevo già un account, senza dover fare ulteriori iscrizioni. Il punto delle iscrizioni è chiave su internet, se oggi quasi tutti i servizi hanno “Accedi con Google” o “Accedi con Apple” è perché i due colossi del web intuirono anni fa che per trattenere un cliente una cosa furba era fornirgli delle chiavi d’accesso uniche per tutti i servizi digitali. Se oggi voglio cambiare email e togliere quella di Google, la cosa non è semplice perché tutto il mio mondo gira dietro il mio account Google. Per inciso, in realtà si può fare, io sono passato a Proton, che è molto più sicuro, criptato e tutela la privacy veramente. Resta comunque un’operazione complicata (dal latino “cum + plica”, con delle pieghe) e siccome siamo sostanzialmente pigri, non lo facciamo. Lo SPID, invece, tutto sommato non è complicato. E’ vero, la prima volta ho perso un po’ di tempo per l’attivazione, però per il resto ho avuto accesso in maniera veloce e sicura a un sacco di servizi diversi.
Secondo me lo SPID rappresenta un piccolo miracolo informatico in Italia. Un servizio funziona se è di facile utilizzo e non ti rendi nemmeno conto di utilizzarlo. Per esempio, se devi spostarti da un punto A a un punto B della tua città, il servizio di trasporto pubblico funziona se è veloce, puntuale e affidabile; non ti poni nemmeno il problema di doverlo utilizzare. Se siete stati a Milano, percepite questo punto prendendo la metro o i mezzi di terra: la prima è una certezza, è anche facile fare i cambi tra più linee; i secondi sono più accidentati, in generale amici milanesi li hanno ogni volta sconsigliati. Lo SPID funziona come la metro, è effettivamente affidabile; quando mi capita in un sito internet di scegliere tra registrarmi e fare un nuovo account o accedere tramite SPID, io scelgo sempre il secondo.
Tutti hanno lo SPID
Secondo l’ultima statistica che ho trovato (Ottobre 2025), l’82% della popolazione adulta in Italia ha lo SPID. Se un servizio pubblico raggiunge questa copertura, si deve riconoscere che è un successo. Per confronto, meno Italiani adulti hanno la patente, ovvero il 77% (dati del 2019, gli ultimi che ho trovato, confrontando con la popolazione ISTAT nel medesimo anno). In alcuni casi attivare lo SPID era obbligatorio, in altri era un modo per avere agevolazioni (per esempio, per usare i bonus statali). In ogni caso, si può dire che tutti oggi hanno lo SPID e anche questo è un piccolo miracolo.
In conclusione, si dice sempre che in Italia la burocrazia è lenta, i servizi sono pessimi e tutto in generale è complicato. Lo SPID rappresenta un caso in cui, effettivamente, le cose possono diventare semplici se progettate bene e realizzate bene, lo testimoniano i casi di adozione. Con le identità digitali elettroniche la copertura salirà ancora di più e non sarà più necessario pagare per avere lo SPID, elemento di novità dell’ultimo anno. In fondo, ci piace la narrazione di un Italia lenta, con i faldoni pieni di polvere, le pratiche tenute insieme da elastici verdi e fermacampioni e i fax; ci piace perché da generazioni vediamo l’Italia così ed è una narrazione comoda, familiare. Forse si può immaginare un Paese più moderno (qualsiasi cosa “moderno” voglia dire), sicuramente diverso e migliore. Questione di sbracciarsi un po’ di più secondo me.
Per approfondire, il perché la prima pagina di un volantino o la copertina di un libro sono cruciali nel marketing:


